Archivi del mese: novembre 2013

la falsità dei sidacati concertativi

tratto da

 

http://it.ibtimes.com/articles/59290/20131122/genova-sciopero-amt-grillo-fascicolo-corteo-doria-privatizzazione.htm

 

 

Di Luca Lampugnani | 22.11.2013 15:20 CET

 

È il quarto giorno a braccia incrociate per i dipendenti della Amt (azienda mobilità e trasporti) di Genova, sul piede di guerra per la prospettiva di privatizzazione della loro azienda. Nel capoluogo ligure, paralizzato da martedì, non un solo autobus è uscito dalle rimesse e le manifestazioni continuano dopo la rottura di ogni possibile accordo tra Comune e sindacati.Il tavolo è saltato definitivamente giovedì, dopo una giornata caratterizzata da cortei snodati per tutta la città. Nel primo pomeriggio una delegazione sindacale ha incontrato a Palazzo Tursi (sede del municipio) il sindaco Marco Doria, vertice durato quasi cinque ore e concluso con un nulla di fatto: “il Comune ha ribadito che non intende rispettare gli accordi sottoscritti – ha detto Andrea Gatto della Faisa Cisal -. Ci chiedono ulteriori sacrifici che non siamo disposti a sopportare. Queste condizioni sono inaccettabili. La protesta continua e gli autobus non escono dai depositi”. Qualche ora più tardi, attorno alle 22, è stata approvata (con i voti favorevoli di Pd, Sel e gruppo misto) dal consiglio comunale – abbandonato per protesta da Lega Nord, Pdl e MoVimento 5 stelle – la delibera della ‘discordia’, mentre il primo cittadino ha commentato duramente la fine delle trattative e il blocco ad oltranza dei sindacati: “per interrompere l’agitazione la richiesta dei sindacati è stata la sospensione della delibera – ha detto Doria -, ma una trattativa non può andare avanti se non si ferma uno sciopero illegittimo”. Giudizio che segue la ‘traccia’ di quanto affermato dal Prefetto genovese Giovanni Balsamo: “fare uno sciopero a oltranza è da irresponsabili. La tollerabilità di una protesta scende man mano che passa il tempo e il disagio per i cittadini cresce”.

Nonostante tutto i dipendenti della Amt non sembrano intenzionati a cedere e anche venerdì mattina si sono dati ‘appuntamento’ in piazza (nel frattempo, riporta Repubblica, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti per ‘interruzione di pubblico servizio’), dove sono stati raggiunti dal leader del M5s Beppe Grillo: “la vostra lotta è un segnale importante. È una battaglia epocale che deve partire da qui per estendersi a tutta Italia. Sarà una lotta all’ultimo sangue: ci giochiamo tutto da Genova. Le autostrade, il gas, trasporti, l’acqua, sono un bene pubblico e nessuno deve arrogarsi il diritto di venderli ai privati”.

Parole, quelle dell’ex comico, che hanno fatto eco a quanto detto in mattinata dal già citato Andrea Gatto che ha definito la situazione genovese la “scintilla di un incendio che si espanderà in tutta Italia”, proponendo infatti l’organizzazione di una manifestazione anche a Roma. Solidarietà ai lavoratori del trasporto pubblico di Genova è arrivata proprio dai colleghi della Capitale, presenti con una delegazione alle proteste di venerdì mattina: “siamo orgogliosi di voi – ha detto Danilo Caruso della Filt Cgil Roma-Lazio rivolto ai dipendenti della Amt – e vogliamo portare avanti la proposta di far pagare a tutti i ferrotranvieri italiani le multe derivanti dalla precettazione”

aggiungo io : <<dove eravate fino a ieri?. facile trovare la strada spianata. vergogna>>. siete stati capici di rinnovi del contratto fatti a metà sulle spalle dei lavoratori , gli stessi che ora volete tutelare. non c’è limite alla decenza. leggetevi questo articolo

 

 

 

mozione M5S contro pensioni d’oro

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“L’alibi delle “facce di bronzo” da 40, 60 o 90mila euro non regge più. I pensionati d’oro si sono aggrappati finora alla storiella dei “diritti acquisiti”, infiocchettata ben bene dalla Corte Costituzionale (450-500mila euro di stipendio l’anno a testa). Ora la balla viene spazzata via. La mozione del M5S non è in conflitto con la sentenza del 2013 della Consulta, ma chiede ai maxi-pensionati un maxi-contributo di solidarietà in favore delle pensioni minime. Chi guadagna 30mila euro al mese ne prenderà per tre anni quasi 10mila in meno e vivrà bene lo stesso. Chi ne prende addirittura 90mila ne guadagnerà quasi 30mila in meno al mese e potrà comunque sbarcare il lunario. Vogliamo ridare dignità ai pensionati a 495 euro al mese con oltre 500 euro in più all’anno. La Consulta la smetta di difendere alcuni suoi membri, come Giuliano Amato, 31mila euro al mese. Alcuni altri pensionati d’oro: Lamberto Dini, 40 mila euro al mese, Mauro Sentinelli (ex manager Telecom) 91mila euro al mese, Vito Gamberale, 45 mila euro al mese.” Giorgio Sorial, M5S Camera

 

tratto dal blog di beppegrillo